La rosa dei venti
Un viaggio in bicicletta

La ferrovia Voghera Varzi, Il trenino della valle Staffora

Ricordare per non dimenticare è la prorità per poter recuperarne la traccia e dedicare questo tratto al turismo cicloturistico.
Da sempre in questi luoghi si parla di Greenway, percorso che da Milano corre fino al mare attraversando la Valle Staffora, solo ora si sta muovendo qualcosa.
E' stato ultimato con una ciclabile il tratto da Voghera fino a Salice Terme,
Alla pagina MTB per tutti  i video del percorso e nelle mappa il tracciato che da Voghera porta a Varzi unendo i sentieri che corrono lungo il tracciato della ex ferrovia al fianco del Torrente Staffora e della ex statale 461.
Itinerario diviso in tre tappe che si possono tranquillamente unire in un unico tratto di circa 65 km.

Alcuni video
Le stazioni della ex Ferrovia Voghera - Varzi
del tratto Voghera-Codevilla
del tratto Codevilla-Salice Terme

Cicloturistica - Staffora e Ferrovia, prima tappa, da Voghera a Salice Terme

Cicloturistca Staffora e Ferrovia, seconda tappa, da Salice Terme a Ponte Nizza

Cicloturistica Staffora e Ferrovia, terza tappa, da Ponte Nizza a Varzi

Recuperare la ferrovia
Il Trenino della Valle Staffora, ricordare per non dimenticare
L'Oltrepò Pavese è ricco di storia. Non si può dimenticare la ferrovia Voghera-Varzi. Chi scrive è nato nel 1958 e per qualche anno è riuscito a godere della Valle Staffora, dei paesi e delle stazioni ferroviarie, proprio dai finestrini del trenino verde, che correva lento da Voghera fino alla Stazione di Varzi. Lì mi aspettava la mia nonna, sempre con un piatto di agnolotti, qualche fetta di salame in mezzo ad un meraviglioso miccone di pane e un pezzetto di torta di mandorle. Se poi si prende in considerazione il tratto da Voghera a Bobbio, è sempre stato interessato da fatti storici e da progetti volti alla costruzione di tratte viabili. La storia è maestra, come sempre. Basti pensare alle vie dei Pellegrini che volevano raggiungere l'Abbazia di Bobbio; o alle Vie del Sale, percorse da mercanti e briganti; o ai numerosi tentativi di aprire nuove strade per raggiungere i due passi cruciali per questi luoghi: il Passo Penice e il Passo del Brallo. Ritornando però alla ex Ferrovia Voghera-Varzi, ci piace ricordare che fu inaugurata il giorno di Natale del 1931 ed entrò in funzione due giorni dopo. Fu purtroppo soppressa il 31 Luglio del 1966, sostituita dalle autolinee che funzionano ancora adesso. Era stata realizzata per servire la Valle Staffora e i tanti pendolari che dovevano recarsi a Milano a lavorare; per i turisti; per i valligiani che, pur abitando a Milano, non potevano né volevano rinunciare ad un fine settimana con i parenti e gli amici di un tempo; e infine per rendere più facile il lavoro di alcune aziende che si trovavano lungo il tragitto della ferrovia.  La stazione di partenza era Voghera: la si può vedere ancora oggi sulla destra entrando nel viale alberato della stazione: dopo aver attraversato il ponte sullo Staffora e la statale per Piacenza, entra tra i campi coltivati fino a raggiungere la stazione facoltativa di Torrazza Coste, ora divenuta abitazione privata. Ultimo passaggio nei campi fino ad arrivare alla stazione di Codevilla, prima vera fermata, nei pressi del paese. La stazione esiste ancora anche se si trova in pessime condizioni. Da qui, dove proprio di recente è stata costruita una pista ciclabile, si arriva alla stazione di Retorbido, all'imbocco del paese, dove finisce la pista ciclabile; la stazione… la possiamo vedere nel colore tipico (giallo intenso) all'interno di una costruzione privata. Ora la tratta, che diventa sentiero, costeggia la statale per tutto il pezzo che arriva alla Stazione di Rivanazzano Terme: si può ancora vedere con le scritte originali, anche se è un'abitazione privata. Ora i binari attraversavano la statale ex 461 del Penice per passare a costeggiare fino a Varzi a sinistra la stessa statale e sulla destra il Torrente Staffora. Passando per un breve tratto dove oggi ci sono i campi da golf, si arriva alla stazione di Salice Terme, divenuta oggi un ristorante con l'omonimo nome. La ferrovia arriva alla stazione di Godiasco, ora sostituita dalle poste. Se entriamo in paese, notiamo una pista ciclabile che ha sostituito la sede dove un tempo scorrevano le rotaie, così fino alla parte opposta del paese. Si passano le stazioni di San Desiderio e quella di Pozzol Groppo, posta proprio sul bivio per Biagasco e Pozzol Groppo. Si passa poi alla stazione di Cecima, nei pressi del ponte sullo Staffora. La stazione di Ponte Nizza è ben visibile al centro del paese, all'imbocco della provinciale per la Val di Nizza. Da qui parte una pista ciclabile di recente costruzione che porta alla stazione facoltativa di San Ponzo Semola sul bivio del paese. Il sentiero sede della ferrovia prosegue fin quasi alla stazione di Bagnaria all'inizio del paese. Da Bagnaria il sentiero porta, costeggiando la statale, passando la ormai diroccata stazione di Ponte Crenna, fin quasi a Varzi dove lasciamo il sentiero; solo al bivio per la Chiesa dei Cappuccini, si rientra per arrivare, dopo quasi un'ora, alla vicina stazione di Varzi, ormai irriconoscibile perché sono state costruite delle palazzine. Rimane solo l'autorimessa delle autocorriere, un tempo usata per le carrozze.
Interessante, a nostro parere, ciò che scrive l'editore Giorgio Macellari nella sua postfazione al libro di Alessandro Disperati e Sergio Lucchelli "La ferrovia Voghera-Varzi – La storia e le foto inedite". Ecco di seguito il contenuto del suo intervento.
"Mai come oggi la gente e gli amministratori della Valle Staffora e dell'Oltrepò Pavese si stanno rendendo conto quanti e quali danni, sotto il profilo sociale ed economico, abbia provocato la soppressione della storica linea ferroviaria Voghera-Varzi. Nella memoria collettiva, il trenino verde continua però a rivivere nell'animo delle persone che hanno usufruito di quel mezzo di locomozione e anche nell'immaginazione di chi non ne ricorda che il mitico nome. In ogni caso, leggendone la storia e osservandone le fotografie, non si può fare a meno di rimpiangere una realtà che, se difesa e mantenuta, avrebbe potuto apportare un valore aggiunto all'economia e alle potenzialità turistiche di questo nostro territorio. La storia, purtroppo, non si fa con i se e con i ma; oggi possiamo affermare, senza dubbio, che la soppressione del trenino Voghera-Varzi e della linea ferroviaria fu un errore. Lungo il percorso dei binari sta sorgendo una greenway, destinata a ciclisti e pedoni: pochi chilometri, per ora, e un progetto in itinere per farla arrivare, prima o poi, fino a Varzi. Possiamo solo, con un salto a ritroso nel tempo, sognare ancora una volta di salire sul magico trenino Voghera-Varzi…"