La rosa dei venti
Un viaggio in bicicletta

 

I SENTIERI DELLA LIBERTA' IN OLTREPO PAVESE 

 

 

PREMESSA E AUTORIZZAZIONE
L'OLTREPO' PAVESE NELL'ULTIMO CONFLITTO
I SENTIERI (a presto anche sulle mappe di google)
ITINERARI "A TEMA".(a presto anche sulle mappe di google)
IN CAMMINO (a presto anche sulle mappe di google)
LE SIGLE
CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI PARTIGIANI IN OLTREPO' PAVESE
I SENTIERI DELLA LIBERTA' IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA
BIBLIOGRAFIA
LINK UTILI

 

PREMESSA E AUTORIZZAZIONI

I SENTIERI DELLA LIBERTA' – PERCORSI ESCURSIONISTICI SUL FILO DELLA MEMORIA PER CONOSCERE E NON DIMENTICARE, AL CROCEVIA DI QUATTRO REGIONI, NOTE SULLA RESISTENZA E L'OLTREPÒ
Testi di Pierangelo Lombardi "ISTORECO" ed edito dalla Associazione Culturale "Liutprand" e dall'"Istituto Pavese per la storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea"

I testi e le immagini sono interamente presi dal libretto "I SENTIERI DELLA LIBERTA' – PERCORSI ESCURSIONISTICI SUL FILO DELLA MEMORIA PER CONOSCERE E NON DIMENTICARE". Testi di Pierangelo Lombardi "ISTORECO" ed edito dalla Associazione Culturale "Liutprand" e dall'"Istituto Pavese per la storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea". Per gentile concessione della Associazione Culturale Liutprand concessa con mail del 05 Gennaio 2011

 

OLTREPO PARTIGIANO
"…Eravamo tre brigate, eravamo mille armati, eravamo padroni di una zona libera fatta di sette valli, di ventidue comuni, di cinquantamila abitanti; ma il magazzino armi e munizioni era ancora sulla via Emilia, ogni arma un agguato, così tanti ragazzi, come Armando, Bianchi e Walter, sono morti con la faccia sull'asfalto. Non avevamo avuto neanche un lancio.
Da Pometo capitale della Matteotti, da Zavattarello garibaldino, dal vecchio bel Romagnese tutto ribelle, scendevano a sera i gialli camion partigiani della Wehrmacht verso gli agguati al Po e lungo la via Emilia. Ecco Alfredo il moro col cappello alpino, ed ecco, col berretto da SS, Fusco, che quasi ogni notte si guadagna una uniforme, e Maino senza cappello conte Luchino dal Verme garibaldino.
Ed ecco il padre dei  garibaldini pavesi, è quel pallido ragazzo sui vent'anni, col braccio al collo in una fascia rossa: si chiama Americano, ed è italiano, studente, comunista.
Quello in piedi che ride senza denti, porta scritto con filo d'oro sulla camicia rossa "Caramba dominatore dei falsi profeti", ma una sera le brigate nere lo prenderanno vestito da prete in una osteria di Casteggio, e andrà al muro come spia.
Ragazzi morti, ragazzi vivi, ormai sembra un sogno, ma chi ricorda quelle sere piene di fisarmoniche, sten, ragazze, buoi squartati, polente, automobili, camicie rosse, mele cotte, scabbia, pidocchi, messaggi speciali, sangue di Giuda, sigarette tedesche, cioccolato americano, cappelli alla garibaldina, ex prigionieri inglesi, capisce perché certi ragazzi, che in montagna hanno combattuto per la libertà, oggi sono quasi prigionieri di quel sogno (…)"
(brano tratto da "Oltrepo vita santa" dicembre 1945 rivista "Mercurio").

L'Oltrepo pavese non ha espresso uno scrittore come Beppe Fenoglio, che ha raccontato le Langhe del partigiano Johnny. Ma a distanza di pochi mesi dal 25 aprile 1945, Italo Pietra (il comandante "Edoardo" della Zona Militare Oltrepo e futuro direttore del quotidiano "Il Giorno") ci lascia questa folgorante descrizione della stagione partigiana – una delle più importanti in Lombardia ed in Italia - nella nostra zona. In una pagina non è possibile racchiudere quel periodo né tanto meno sommare date ed episodi (sono moltissimi e riguardano uno per uno paesi e frazioni delle zone collinari e montane) che sono richiamati su decine di lapidi o sui cippi sparsi sul territorio, soprattutto a ricordo di quanti sono caduti, giovanissimi. Ragazzi, appunto, come ricorda "Edoardo", che imparano nel corso della lotta che "non c'è tenente né capitano…" come dice la vecchia canzone, ma solo donne e uomini che si liberano, per loro stessi e per tutti gli altri.
Nel 2013 ricorre proprio il 70° dall'8 settembre 1943, cioè la nascita della Resistenza nelle sue diverse forme ed espressioni organizzate, armate e non (anche se l'opposizione al fascismo era iniziata già nel lontano 1922 e proseguita nel corso dell'intero ventennio del regime): una occasione in più per rileggere quel periodo o per conoscerlo meglio, magari dopo avere pedalato o passeggiato per queste zone e sui sentieri proposti.

Qualche piccolo suggerimento, tra i molti materiali a disposizione sull'Oltrepo partigiano, ci sentiamo di darlo: La traversata di Paolo Murialdi (Il Mulino 2001), La Resistenza scolpita nella pietra di Ugo Scagni (Guardamagna 2003), L'altra guerra di Giulio Guderzo (Il Mulino 2002) ed il sito web http://lombardia.anpi.it/voghera.

Antonio Corbeletti
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Sezione di Voghera