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La Via di Annibale

Il percorso è in aggiornamento, per ora si possono visualizzare le tracce sulla mappa digitale; a presto i dati, video e foto della tratta che da Pavia porta a Bobbio.

Sviluppo indicativo

83 Km

Dislivello salita/discesa 

m. 4036/2640

% ciclabilità salita/discesa        

Vedere i singoli percorsi indicati nella descrizione

Difficoltà/Tecnicità

Percorsi di impegno tecnico e fisico

 

Ben si conosce la storia dell’antica rivalità tra i Cartaginesi e i Romani. La valle Staffora è stata al centro di numerose battaglie, ma è con la seconda guerra punica (218 a.C.) che i Romani incrociarono il grande condottiero Annibale, il quale li sconfisse lungo le rive del Trebbia, ponendo le proprie basi con il suo esercito lungo i monti della Valle Staffora, della Val Trebbia e della Val Boreca. I Romani iniziarono poi la penetrazione dell’alta valle Staffora. Se ne hanno segni a partire da Casteggio, luogo strategico, segnalato da antichi ritrovamenti di epoca romana, oggi ben conservati nel Museo Archeologico, con il ritrovamento della succitata fornace di Massinigo, rinvenuta nel 1957 in occasione dei lavori di costruzione della scuola elementare. Si sa che nella battaglia del 218 a.C. morirono più di tremila uomini; eppure scarse sono le tracce che possano ricondurre alla presenza del condottiero in questi luoghi; solo semplici supposizioni, avvalorate però da testimonianze sconcertanti: insomma, un intreccio di misteri… pronti ad essere svelati. Molte sono le similitudini nei nomi dei paesi della Val Boreca con altri nomi che rimandano alle coste del nord Africa, collegate quindi in qualche modo ad Annibale. Pare inoltre che alcuni suoi soldati si siano dati alla macchia, stabilendosi in questi luoghi e dando alla nuova residenza nomi riconducibili alle loro origini.  Proviamo a portare qualche esempio: Tartago e Zerba sono due paesini della Val Boreca, uno di fronte all’altro, molto simili ai nomi di Kartago e Djerba in Africa, anch’essi uno di fronte all’altro. E, citando Barchi, un paese all’inizio della Val Boreca, come non pensare a Barca, cognome della famiglia di Annibale? Nei pressi di Hammamet, in Tunisia, c’è un paese di nome Sousse, conosciuto come uno storico porto: potrebbe essere ricondotto a Suzzi? Pensiamo al nome di un altro paesino, Bogli: nell’idioma locale è Bruggi e certo potrebbe essere ricondotto a Bougie, altro porto famoso, stavolta in Algeria. Marbale, uno dei comandanti delle truppe di Annibale, veniva da proprio da questo paese del nord Africa. Un sentiero lastricato, che porta lungo il crinale della Via del Mare, nei pressi del Poggio Rondino, passa da una località chiamata il “Castello”, una torre di cui rimangono solo pochi sassi: da lì si può ammirare, proprio di fronte, la torre di Zerba e poi un paesino chiamato Cartesegna. Come non ricondurlo alla famosa città spagnola Cartagena? A proposito del Monte Lesima, si racconta derivi dal fatto che Annibale si fece male alla mano: “Lesa manu”, dunque; da qui sarebbe nato il nome del monte. Nella stessa zona, sono stati ritrovati una lancia, un coltello e alcune frecce. Nella torre di Zerba, poi, si sono rinvenute otto armille di bronzo: anelli usati per proteggere gli avambracci durante gli scontri corpo a corpo. Questo è ciò che testimonierebbe il passaggio del condottiero Annibale dalla Val Trebbia.
Il passaggio al presidio e alla dominazione romana ha dato a questi luoghi ancora una lunga storia: tutta la via Postumia può essere considerata come l’antenata della più giovane “Via Francigena” e della Via Romea che, costruita dal console romano Aulo Postumio Albio, collegava Genova con Aquileia, passando per Libarna (presso Serravalle Scrivia), Tortona, Casteggio, Piacenza e Cremona, e così via. Il toponimo Strada di Annibale è dato dalla mulattiera che da Brallo porta a Cima Colletta e al Monte Lesima. Il tracciato poi scende, attraverso la Val Boreca, a Zerba e a Ottone, in Val Trebbia.