La rosa dei venti
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La via dei Feudi Imperiali

Il percorso è in aggiornamento, per ora si possono visualizzare le tracce sulla mappa digitale; a presto i dati, video e foto.

Il segnavia indicato non esiste sul campo, esiste solo qui per evidenziarlo sulla mappa digitale.

 

“Feudi Imperiali”: questo il nome che, dal 1313 al 1797, fu dato a un territorio a causa della forma di governo secolare di tipo feudale, che durò, oltre 5 secoli. I protagonisti più importanti di queste terre, a grandi linee riconducibili all'odierno territorio delle Quattro Province, sono le casate nobili, dei Malaspina, i Fieschi, i Doria, gli Spinola. Casate nobili che comandavano questo territorio compreso tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Genova, territorio ricco soprattutto per il punto strategico di passassgio tra la Pianura e il Mar Ligure. Merci e Mercanti che dovevano passare in queste valli, pagando pedaggi ai signori.

La storia dei Feudi Imperiali ebbe termine con la discesa in Italia di Napoleone Buonaparte. Nel giugno 1797, infatti, venne decisa l’annessione dei feudi locali a Genova. Infatti, il Trattato di Campoformio decretò la fine dei feudi imperiali e la loro annessione alla Repubblica Democratica Ligure (incorporata nel 1805 all’Impero Francese).

Un territorio che si caratterizza per la presenza di un patrimoni o artistico e culturale di notevole interesse costituito, tra l’altro, di castelli, pievi e fortificazioni. Inoltre, la posizione geografica piuttosto strategica, ha reso questo ter ritorio importantissimo luogo di transito tra Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia Romagna.

E non è un caso che già in epoca romana e medioevale queste valli fossero importanti vie di comunicazione; la Val Curone fu, in particolare, la più antica valle di transito tra il mare e l’entroterra padano. La Via dei Feudi Imperiali per eccellenza  si può ricondurre alla strada che collega Voghera attraverso la valle Staffora, via che si era necessaria per il più veloce collegamento da Pavia, e da Tortona attraverso la Val Curone prima, e la Val Borbera dopo, risalendo la Val Sisola al Valico di Costa Salata per proseguire poi verso la Liguria, chiamata anche Via Salata, riconducibile anche, visto che le terre sono più o meno le stesse, alla Via dell'Oltregiogo.

Una via ora senza segnaletica, se non per le due vie che oggi portano al mare, ma di grande importanza e una delle più antiche assieme alla Via Postumia e al Cammino di Sant'Angostino.

La via che oggi si avvvicina a quella più importante è quella che da Varzi/San Sebastiano si porta verso la Val Borbera passando da Dernice e Rocchetta Ligure. Spostandosi verso la Val Sisola, risale al valico di Costa Salata passando i paesini di Salata e Vobbia, portandosi a Crocefieschi. Raggiunge poi Casella e la Crocetta di Orero dove si svalica per entrare nel genovese ed arrivare a Genova. Questo itinerario è chiamato da molti anche Via della Salata.