La rosa dei venti
Un viaggio in bicicletta

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Anello delle Quattro Province Via di Genova in Valle d'Aveto La Via di San Colombano La via del sale
  Via dell'Olio o Via di Genova in Val Nure La Via Francigena / Romea Sentiero Europeo E7
  Le Vie Patraniche - La Via dei Malaspina La Via di Sigerico variante Valle Staffora Sentiero Europeo E1
  Via del Gifalco Cammino di Sant'Agostino La via Longa 1
  La Via dei Feudi Imperiali, La Via della Salata La Via Micaelica La via Longa 2 - da Bobbio a Velleia
  La Via Julia Augusta - Via Aemilia Scauri La Via Romea via Val Trebbia - Chiavari Grande Escursione Appenninica
  Vie dell'Oltregiogo - La Via Canellona - La Via di Santa Limbania - La Via del Sassello

Alta Via dei Parchi

  Le Vie di Marcarolo    
  La Via Postumia   Sentiero Italia
  La Via di Annibale    
  La Via dei Longobardi - La Via del Barbarossa    
  Altre Vie del Sale    

 

Vie dell'Oltregiogo

Il percorso è in aggiornamento.

L'Oltregiogo è una regione storica che si trova a ridosso delle attuali Liguria e Piemonte, molto legata alla storia di questi luoghi, anche chiamati Feudi Imperiali. Si estende su parte dell'appennino ligure a nord di Genova e sulle sue propaggini collinari, oltre lo spartiacque appenninico. Insiste fra la città metropolitana di Genova e le provincie di Alessandria, Piacenza e Pavia. Possiamo ora individuarla con l'Alto Monferrato. Si tratta di quei territori che anticamente appartenevano alla Repubblica di Genova ed ai Feudi Imperiali confinanti, che con essa avevano rapporti di federazione o erano di proprietà di cittadini genovesi. I comuni che oggi si trovano sotto il Piemonte facevano parte della Provincia di Novi, soppressa nel 1859 dalla legge del primo ministro Urbano Rattazzi, che l'annesse alla Provincia di Alessandria. Cercando un itinerario che attraversasse questi luoghi, lo possiamo individuare nell'asse che collega Novi-Ovada-Acqui Terme, attraverso i passi dei Giovi, il passo della Bocchetta ed i passi del Turchino-Faiallo, il Colle del Giovo. Oggi gli itinerari che lo ricostruiscono in parte si possono individuare nel Sentiero Europeo E/1, la Alta Via dei Monti Liguri e tra le antiche Via Postumia e la Via Aemilia Scauri.

Legate a queste zone sono la Via Canellona o dei Giovi e la Via di Santa Limbania. La prima è conosciuta con altri sinonimi: La via carta e degli stracci o Antica via dei Giovi (da non confondere con quella che porta al Passo dei Giovi). La via collegava Voltri a Masone e la Valle Stura e, soprattutto in Val Cerusa si trovavano le ferriere. Non solo si produceva carta e per produrla si utilizzavano gli stracci che file di carovanieri trasportavano. Passando dal Passo Canelun-na, posto tra il passo Faiallo e Passo del Turchino, si scendeva a Genova.

Parallela a questa era la Via di Santa Limbania. Storia e leggenda fusi assieme raccontano di una ragazza sfuggita da un matrimonio combinato a Cipro. La nave che da Cipro la doveva arrivare a Genova (epoca della Repubblica Marinara di Genova) non si poteva muovere tanto che la piccola ragazza fu caricata a bordo. Una forza divina spinse la nave fino ai pressi di Genova e a vivere in una grotta scavata sotto il Santuario di San Tommaso; qui si dedicò alla spiritualità degli uomini e alla cura degli animali. Una chiesette dedicata la troviamo a Voltri ed una a Rocca Grimalda, due luoghi che si trovano sulla stessa via dei carovanieri che si spingevano lungo quella che si chiama la Via della Canellona, tanto da diventare la protettrice di tutti quelli che avventuravano lungo questa via.

La via che porta al Colle del Giovo proviene invece, da Acqui Terme e si collega al paese di Sassello, paese ricco di storia anche di epoca romana. Era comunque una via importante di collegamento ad Albisola, Varazze e Savona. E' la via più ad ovest che tratteremo. A Sassello ci sono state alcune ferriere, visibili ancora adesso, questo indicava anche un commercio con le vie genovesi.

Fanno parte di questo territorio le Vie di Marcarolo, itinerari che partivano daio paesi tra Ovada-Acqui Terme e attarversavano l'odierno Parco delle Capanne di Marcarolo. Si portavano ai piedi del Monte Orditano (Colla di Praglia) per scendere a Voltri-Genova.