Il percorso è in aggiornamento. Per ora si possono visualizzare le tracce sulla mappa digitale.
A presto i dati, video e foto.
Stiamo parlando delle Quattro Province: Pavia, Alessandria, Piacenza, Genova, e di altrettante regioni. L’anello è un poco la somma, l’essenza di questo sito. Da Varzi a Varzi, un tracciato per la sola via per la MTB, 165 km di strade, sentieri, valli e luoghi incantevoli. Abbiamo volutamente tralasciato le vie principali fin qui descritte nelle altre pagine dedicate alle Grandi Vie. Faremo strade alternative ma conservando lo spirito di visitare i crinali e le montagne principali. Monti Chiappo, Lesima, Alfeo, Antola sono le nostre destinazioni. Visteremo luoghi e paesi diversi. Non abbiamo tralasciato il crinale della Via del Sale che dal Monte Chiappo porta al Boglelio, stavolta percorso in senso contrario. A presto aggiungeremo dati e video. Sicuramente pù breve con crinali diversi rispettando però la intenzione di questo tour.
Un poso di storia
Siamo nell’Appennino, nel territorio che copre dalle prime colline all’Appennino Ligure. Il territorio è compreso tra la Valle Trebbia e la Valle Scrivia, due valli che condividono lo stesso monte: il Monte Prelà. Dalle sorgenti alla foce, unite alle, con tutta la rete di affluenti, compongono quel territorio chiamato le “Quattro Province”, simili tra loro per caratteristiche: simili nel dialetto, nella cultura e nelle tradizioni, essendo state tutte terre di passaggio di numerose genti: dai religiosi ai nobili, dai mercanti ai briganti e così via, lungo il corso dei secoli.
Come per l’Oltregiogo è un territorio non scritto sulle mappe ma unito da tradizioni, ben radicate, che si esprimono nella musica e hanno nel piffero, nella cornamusa e nella fisarmonica le proprie radici. In occasione di sagre, feste patronali, festival folkloristici e celebrazioni, sono tornate, sempre più frequentemente da qualche anno, ad essere lo spettacolo principe delle feste da ballo nei paesi e nelle frazioni montane.
Si ritiene che il nome Appennino derivi da Pen, il dio ligure dei boschi e delle montagne, dal quale si fanno discendere anche i nomi di alcuni monti delle Quattro Province, come Penice e Penna.
Dal punto di vista storico, questa è sempre stata una zona di passaggio per commercianti, eserciti, pellegrini e viaggiatori. Qui transitavano importanti strade romane, come la Via Postumia (tracciata da Aulo Postumio Albino nel 148 AC) che collegava Genova ad Aquileia, la Via Francigena che nel Medioevo portava
i pellegrini dalla Francia prima a Roma e poi in Terra Santa, la Via degli Abati – conosciuta anche come Via Francigena di Montagna – che partiva da Bobbio, e infine la Via del Sale che, come lascia intuire il nome, portava verso la Pianura Padana il sale proveniente dalla Liguria.
La storia delle Quattro Province comincia con l’antico popolo dei Liguri, con le prime testimonianze a partire dal Neolitico – Travo, Val Trebbia piacentina – e nella seguente Età del ferro, con il cosiddetto Castelliere (villaggio fortificato) di Guardamonte, sulla cresta del Monte Vallassa, che separa Val Curone e Valle Staffora. La influenza dei Romani la abbiamo con resti della città di Libarna in Valle Scrivia e di Velleia in Val d’Arda.
Nei secoli a cavallo della fine dell’Impero Romano e l’Alto Medioevo, a causa delle frequenti incursioni prima e invasioni poi delle popolazioni barbariche, si verificò un’importante migrazione dalla costa ligure e dai principali centri della Pianura Padana verso le zone montuose, contribuendo così alla formazione dei primi nuclei basati su un’economia prevalentemente agro-pastorale. Il Medioevo ha visto come protagonista la fortissima influenza del monastero di Bobbio (Piacenza), uno dei più grandi e sviluppati centri culturali della penisola oltre a essere diventato col tempo anche un ricchissimo feudo monastico con possedimenti in tutta l’Italia Settentrionale, ma soprattutto a San Colombano che lo ha fondato nel 614 d.c.. e della Regina Teodolinda che ha permesso l’espandersi del monastero. Si crearono molti luoghi dove si lavorava la terra e soprattutto l’espandersi della coltivazione della vite.
Un grande sconvolgimento politico e socio-economico arriva con Federico II detto il Barbarossa che riorganizzò il territorio, prima con la Marca Obertenga (famiglia di origine longobarda, prende il nome da Oberto I, primo marchese della casata) e poi con i Feudi Imperiali dando ai Malaspina (di origine della Lunigiana che già controllavano) il compito di preservare e controllare le valli. La Val Trebbia era in parte controllata dai vescovi le di Bobbio che continuava a mantenere un ruolo di primo piano.
Si iniziarono i commerci e con essi le grandi vie commerciali oggi chiamate le Vie del Sale, vie che comunicavano con la Riviera Ligure e con il porto di Genova dove approdavano le navi cariche di spezie e sale.
Dopo la caduta sistematica delle tante famiglie castelli e dei loro castelli malaspiniani, il territorio passò in mano ad altre famiglie: le più importanti erano i Fieschi e successivamente ai Doria, i Landi e Farnese. La storia dei feudi dell’antica Marca Obertenga si esaurisce con Napoleone, che li abolì e istituì invece due repubbliche, la Cisalpina a nord e la Ligure a sud. La vera fine arriva però con il Congresso di Vienna del 1815, che assegnò gli ex feudi imperiali al Regno di Sardegna, mentre nel 1861 entrarono a far parte del neonato Regno d’Italia.