La rosa dei venti
Un viaggio in bicicletta

Le Valli Curone, Grue e Ossona, I sentieri di Garbagna, le strade di Fausto e Serse Coppi

Le nuove guide e le mappe di riferimento

Alta Val Curone

Bassa Media Val Curone, Valli Grue e Ossona

Sulla mappa troverete la posizione geografica, immagini e video di tutti paesi e di tutti i monumenti delle Quattro Province.

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Valle Taro

 

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La Valle Curone

Il Monte Vallassa - l'archeologia

Il crinale tra i monti Chiappo e Boglelio

Il crinale tra i monti Giarolo ed Ebro

I sentieri di Garbagna, le valli Grue e Ossona, le strade di Fausto e Serse Coppi

 

Valle Curone

Lasciata la bassa valle dove le acque si gettano nel Po, il primo paese che incontriamo entrando nella media valle è Volpedo terra di Pelizza da Volpedo dove possiamo ancora vedere la sua casa natia e possiamo ammirare ogni anno le sue preziose opere. Inizia qui la parte collinare della valle ricoperta di piantagioni di pesche, di vigneti dove si ricava il cortese dei colli tortonesi e del "timorasso" vino autoctono che sta ricevendo consensi non solo in queste zone, ma anche tra tutti gli amanti del buon vino. Proseguendo ci troviamo a Brignano Frascata dove il Castello sovrasta il paese facendo sponda con il castello di Pozzolgroppo. Proseguiamo ed arriviamo a San Sebastiano Curone sulla confluenza tra il torrente Museglia e il Curone e divide con Varzi la notorietà di queste zone collegandosi attraverso la provinciale che passa da Pareto. Da vedere il castello e come a Varzi l'oratorio dei Bianchi e l'oratorio dei Rossi. E' il centro indiscusso della valle e da qui partono molte strade di collegamento alle valli adiacenti, quali la Val Borbera e Sisola via Dernice, la Vale Staffora e l'alta Val Curone svoltando decisamente a sinistra verso Fabbrica Curone paesino ridente dove  la Valle si innalza più decisamente e le acque del Curone bagnano paesini di notevole bellezza quali Lunassi, Salogni e Bruggi.

 

Il Monte Vallassa - l'archeologia

“MTB tra l’archeologia” Tanti sono i punti di interesse storico che caratterizzano questa zona, primo fra tutti naturalmente è il Monte Vallassa, dalla cui cima si gode un meraviglioso panorama sulla Alta Valle Staffora con Varzi in primo piano. Il monte, così come il Monte Penola, risultano una zona di importanza archeologica dove sono stati scoperti reperti che indicano l’esistenza di un villaggio abitato chiamato il “Castelliere di Guardamonte”, ed il ritrovamento di una statuetta bronzea ne dà la conferma. Nella zona compresa tra i due monti sopracitati sono stati scoperti inoltre numerosi fossili marini segni che queste zone erano ricoperte dal mare, molti reperti sono andati persi, ora ancora di più considerando che su questa zona è stato costruito da poco un osservatorio, ma ancora oggi se siamo fortunati possiamo trovarne qualcuno. Il Monte Vallassa ed i suoi torrioni sono meta degli amanti della scalata su roccia. Una sosta poi nei pressi in località Cà del Monte dove potremo trovare gli amanti non solo per il panorama ma anche per cimentarsi con il parapendio. Se poi ci portiamo lungo il sentiero segnalato verso la Valle del Semola che volge verso la Valle Staffora troveremo anche delle grotte che ci riportano a tempi antichi che la storia vuole abitate da un eremita che poi ha dato il nome alle grotte: San Ponzo e la grotta del Santo è accessibile per mezzo di una scalinata in ferro; appena sopra la cappelletta. Da vedere anche se di proprietà privata sono il castello di Pozzolgroppo e Rocca di Montalfeo da poco restaurato. Molto bella e caratteristica è la chiesa parrocchiale del Groppo che si trova nelle vicinanze di Biagasco. Infine nel pressi di Cecima sulla strada che ci porta a San Ponzo troviamo un mulino perfettamente funzionante. Siamo qui nella zona collinare della media Valle Staffora e Curone dove non troveremo le cime più alte ma l’assenza quasi completa dell’asfalto rende questa zona la preferita di molti biker; saliscendi e “single-trecks”, discese mozzafiato sono qui di casa ed i “bikers” di tutti i livelli si possono cimentare senza paura. Altra zona di notevole bellezza paesaggistica risulta quella a ridosso della Valle del torrente Lella dove troviamo i “calanchi”, vero paradiso per la MTB e ne possiamo godere a ritmo incessante se ci addentriamo poco sopra il paesino di Castello di Nivione, e percorriamo i sentieri, una vera pista da sci su terra, un regalo della natura. Non possiamo dimenticare che lungo tutto l'asse centrale di questa zona passa un tratto della "Via del Mare" che da Tortona passa da Volpedo e scende a Fabbrica Curone dopo una bella e veloce discesa (sentiero 102) (una clip video potrà darvi la gioia almeno visiva). La Valle Staffora diventerà in questo anno protagonista, essendo parte integrante del passaggio dei pellegrini del progetto delle vie Francigene, evento del maggio 2009, che vedrà anche il GFT partecipe con un tour che toccherà molti di questi sentieri, e non solo ma anche sulla Greenway, progetto della Provincia (speriamo!!!) che userà il tracciato della vecchia ferrovia Voghera-Varzi.

I sentieri di Garbagna, le valli Grue e Ossona, le strade di Fausto e Serse Coppi

La zona è circoscritta tra le valli Curone s.o., e le valli Borbera e Scrivia, e Tortona da centro di riferimento. I paesi di Sarezzano, Cerreto Grue, Montegioco, Montemarzino, Villaromagnano, Costa Vescovato, Avolasca, Grondona, ma soprattutto Castellania, sono collegate da una serie di strade che sono state la palestra di allenamento di Serse e Fasto Coppi. In effetti un ciclista da strada può trovare continui su e giù tra colline non molto alte, notevolmente interessanti per un ottimo allenamento ma anche per godere a pieno di una giornata salutare. Una attrezzata pista ciclabile porta a Castellania, giusto anche per godere di un po’ di storia sportiva nella casa Coppi, l’abitazione dei due fratelli, ora museo. Nel museo si può ammirare la bicicletta di Fausto, e molti dei ricordi privati dei due campioni, oltre che a cimeli sportivi, filmati, e la sala “Tuttosport”  dove si possono trovare le pagine dei giornali sportivi a ricordo delle più famose imprese. La zona è coperta quasi interamente dalla Comunità Montana delle Valli Curone, Grue e Ossona, contraddistinte da colline coltivate a vigneti, dando vita alla DOC dei Colli Tortonesi, guidati da un vino che a grandi spallate si è conquistato un ruolo di importanza nazionale, il Timorasso. Non solo con il vino queste zone stanno conquistando notorietà, ma anche con prodotti della terra quali le fragole di Volpedo, le ciliege di Tortona, ma soprattutto con il Montebore,  pregiato formaggio dalle origine molto antiche, riscoperto e rivalutato con pazienza e lavoro, tanto da renderlo presidio Slow Food. Terra di grandi tradizioni, di gastronomia, molto diverse da quelle che possiamo trovare in Oltrepò Pavese, ma assolutamente complementari atte a innalzare il livello  culturale delle Quattro Province. La zona è attraversata dal Sentiero Europeo E1 e dalla prima tappa della Via del Mare, e da un intreccio di sentieri di raccordo di assoluto livello per gli amanti della escursione e della mtb. Il sentiero Europeo E1 comprende i sentieri più belli e panoramici di questi luoghi e tocca i punti più importanti come il Santuario della Madonna del Lago, il Santurario della Madonna di Cà del Bello, il Santuario della Madonna dello Spineto, le Torri di Sant’Alosio, e i ruderi del Castello di Sorli. Personalmente ho trovato interessanti i sentieri che toccano paesini, toccati tempo fa da un terremoto,   come Sant’Agata Fossili, Bavantore, Bavantorino, Malvino, Cuquello, che compongono una serie infinita di itinerari superbi per la mtb, che andrebbero rivalutati e segnalati, come ad esempio quello che taglia il Rio Brutto, un su e giù attraversando il rio, correndo tra due pareti di roccia, in alcuni punti anche di notevole bellezza.

Il crinale tra i monti Chiappo e Boglelio

Da questo crinale passano le vie più importanti della sentieristica  di queste zone, “La via del Mare, e la storica “Via del Sale”. Sicuramente i panorami sono di bellezza assoluta, anche in considerazione del fatto che possiamo trovare alcune delle cime più alte dell’Appennino Oltrepadano e Ligure toccando i 1700 metri del Monte Chiappo. Possiamo qui trovare carrarecce impegnative di lunga estensione, sentieri ripidi e divertenti ed i più diversi panorami. Due importanti strade ci conducono nelle zone alte della Val Curone e della Valle Staffora che si uniscono al Monte Chiappo dove sono situate le sorgenti dei due torrenti. Se volessimo iniziare un tour panoramico potremmo partire sicuramente da Varzi, per inoltrarci nella Val Curone attraversando il ponte sul Torrente Staffora e dirigerci verso Fabbrica Curone entrando nella Valletta del torrente Lella che al primo bivio svolta a sinistra. Arriviamo a Cella dove particolare evidenza dobbiamo darla al Tempio della Fraternità, la cui costruzione è legata al ricordo della seconda guerra mondiale. La storia narra che Don Adamo Accosa al ritorno della guerra, dovendo ricostruire la piccola chiesetta di Cella, volle invece costruire un Tempio dove le armi si dovevano trasformare in un simbolo di pace; così con l’aiuto di Papa Giovanni XXIII° iniziò questa avventura e come per magia da molte città anche straniere, dove il conflitto si fece sentire in tutta la sua brutalità, arrivarono residuati bellici che anche oggi possiamo ammirare, ma ciò che più ci potrà colpire è il viso del Cristo composto da armi e la Madonna vestita da stoffe orientali e da simboli di pace, così come nel cortile adiacente si possono ammirare anche reperti bellici anche di grassa entità tra cui un carro armato ed un missile, la carlinga di un aereo e così via. Proseguiamo nel nostro itinerario per sbucare sulla provinciale della Val Curone e da qui due brevi itinerari ci portano al paesino di Brentassi e alla vicina Lunassi dove la prima domenica di Settembre si svolge la Sagra della "Panissa": tipico piatto vercellese a base di riso, lardo e legumi, importato dai nostri mondarisi sin dal 1700 (fonte dal sito del Comune di Fabbrica Curone). L’altra strada ci porta a Selvapiana e a Fotorondo, due paesini che si incunenano nella Val Curone, e da qui partono carrarecce e sentieri che ci portano sul crinale. L’altra strada importante si inoltra nella alta Valle Staffora e sempre dal ponte sullo Staffora di Varzi si prende la strada per Castellaro, paesino situato in un punto panoramico sulla Valle Staffora, ma con più ci porteremo in alto e all’interno della Valle Staffora, con più ci accorgeremo della bellezza di questa valle che non ha ancora bucato il cuore della gente, anche se molti escursionisti l’hanno già apprezzata. Scendendo da Cignolo e passanando da Casanova Staffora non possiamo non fare una piccola deviazione al Santuario della Madonna del Bocco dove la storia indica che una donna abitante a Casanova abbia visto apparire la Madonna, e dopo anni è sorto questa Chiesa accesibile dalla strada in parte asfaltata fino allla Chiesa che si stacca dalla provinciale tra  Casanova e Cegni. Da qui parte la lunga sterrata che arriva sul crinale dalla parte opposta a quella indicata prima, che parte da Forotondo. Passiamo Cegni, dove il 16 agosto si celebra il tradizionale "Carnevale Bianco" ed all’interno di manifestazioni quali la sfilata dei carri agricoli, ai gruppi di ballerini e di suonatori e ai giochi popolari, avviene una famosa danza espressa da movimenti rituali dove un signorotto del paese ricco e brutto cerca appassionatamente di convincere la giovane bella e che dapprima scappa e poi accetta la proposta. Una danza che ripropone l’antica leggenda de: "Il brutto e la Moglie". Dopo essere ceduta alle “avance” del brutto le danze continuano con la danza famosa in queste zone, la “giga” canti e balli con pifferi e fisarmonica.  Anche a Negruzzo, paesino silenzioso di rara bellezza in Agosto, così come molti paesini di queste zone, si svolge la sagra al suono notturno dei pifferi e delle fisarmoniche che offrono a tutti la possibilità di cimentarsi con la “giga”. Lasciamo da parte ora i canti e le danze e, proseguendo lungo la strada, ci inoltriamo nella alta Valle Staffora da Casale che arriva al Passo del Giovà, fino a Capanne di Cosola, spartiacque per la Val Borbera,  una volta centri turistici di queste zone non solo nel periodo estivo, ma anche invernale potendo sciare lungo le pendici del Monte Chiappo servita da una seggiovia che, come quella dellla Val Curone, ha subito la flessione annunciata, e questi luoghi non sono più stati meta di turismo, anche se da un po’ di tempo la gente le ha riscoperte. Parliamo ora delle montagne più rappresentative che sono il Monte Boglelio sulla estremità più a Nord del crinale ed il Monte Chiappo più a sud. Il Monte Boglelio è costituito da una ampia dorsale piatta coperta nella maggior parte da prati, e dalla sua cima il panorama è di notevole livello dove, in primo piano, possiamo vedere le due valli attraversate a destra dalla Val Curone ed a sinistra dalla Valle Staffora. Proseguendo sul crinale si alternano i boschi e gli ampi prati che culminano in quelli del Piano dell Armà  all’inizio della salita impervia per il Monte Chiappo, dove spesso potremo ammirare correre molti cavalli qui per il pascolo. Infine, davanti a noi, troviamo la sterrata per il Monte Chiappo vera e propria prova del nove per le capcità muscolari di noi biker, data la pendenza davvero proibitiva che culmina sulla antistante cima con il rifugio omonimo, aperto per buona parte dell’anno e per questo motivo meta per escursionisti di qualsiasi livello, visto che in poche decine di minuti si può raggiungerlo dalle vicine strade di accesso. Punto di incontro tra le valli Borbera, Curone e Staffora è lo spartiacque tra le dorsali che provengono dal Monte Antola, dal Monte Lesima e dai Monti Ebro e Giarolo. Dalla cima del Monte Chiappo le sorgenti danno vita a due dei più importanti vie d’acqua di queste zone, il Torrente Curone e il Torennte Staffora, e da qui il rifugio da sollevio a molti amanti del trekking e della mtb, sia con un buon piatto di minestra calda, che con la vista panoramica a 360 gradi.

Il crinale tra i monti Giarolo ed Ebro

I percorsi di questo crinale si estendono a cavallo dei torrenti Curone e Borbera e formano assieme a quelli tra i Monti Boglelio e Chioppo una rete di sentieri tra i più belli, senza dubbio caratteristici, divertenti per noi biker tanto da non  invidiare niente a zone più rinomate e famose d’italia. Da questo crinale passa la storica via del Sale che è meta di molti escursionisti che, attraverso questo crinale, proseguono verso le Capanne di Cosola ed attraverso i Monti Carmo, Antola arrivano fino al mare.  Man mano che si avanza lungo la provinciale della Val Curone, ma anche lungo la prima parte della statale Voghera-Varzi, la mole imponente del Monte Giarolo mostra i suoi contorni più definiti, purtroppo deturpato dalla massiva presenza di antenne televisive che nascondono quella statua meravigliosa del Redentore che con la sua mano benedice tutta la valle da più di un secolo. Il crinale che dal Monte Giarolo porta alla al Monte Ebro è una immensa balconata sulla Pianura Padana ma anche sul mare incorniciando con lo sguardo, se la giornata lo permette il Santuario della Madonna della Guardia fino a Bergeggi. Il Monte Giarolo, ma anche tutto il crinale che proseguendo fino a  Capanne di Cosola, al Monte Carmo e poi ancora al Monte Antola, ha avuto nei secoli una importanza storica per il passaggio commerciale di mercanti che attraverso le mulattiere da San Sebastiano Curone arrivavano al mare, le Vie del Sale con le sue bretelle provenienti dai paesi che contornano la montagna. Poi col passare degli anni e con l’avvento della tecnologia i mezzi di trasporto cambiarono così come le strade che hanno smesso di passare attraverso questi posti così impervi. Poi il turismo riscopri queste valli, arrivò anche la stazione sciistica di Caldirola, oggi addirittura un campo da Golf nei pressi di Momperone, insomma gli amanti del trekking e della “mtb” ma anche dei soli vacanzieri domenicali hanno che da divertirsi, anche attraverso la facile via della seggiovia si raggiunge il crinale al Monte Gropà. Pionieri di questo incoraggiamento alla escursione furono 7 giovani che nel 1924  compirono la traversata in tre giorni da Tortona verso il mare. Poi successivamente anche spinti dal senso della gara, molti podisti tentarono l’impresa sempre in meno tempo. Ancora oggi si parla oltre che della Via del Sale, della Via del Mare, e molti ciclisti con la MTB ne hanno tentato la attraversata fino a Portofino.  Ricordiamo che nel 1999 la statua del Redentore è stata rifusa e nel 2001 e rimessa nella posizione originale sul suo piedistallo. Più a sud troviamo il Monte Ebro, imponente montagna erbosa che sorge sullo spartiacque tra le valli Borbera e Curone divisa dal Monte Chiappo da una insellatura chiamata Bocche di Crenna, e sulla sua vetta troviamo un croce metallica ed un cippo che ricorda le nostre Truppe Alpine. Il panorama dal Monte Ebro è a 360 gradi ed in alcune giornate il mare sembra davvero vicino. Di interesse possiamo ricordare il Castello di Bruciamonica (o Brusamonica) che si trova alle pendici del Monte Gropà ed una palina indicatrice individua i ruderi ed il perimetro coperte da sterpaglie di ciò che rimane del Castello. Oltre ad alcuni piccoli bivacchi in legno situati sotto le pendici del Monte Giarolo da ricordare il nuovo Rifugio Orsi (dedicato all’alpinista tortonese Ezio Orsi) situato in una zona molto caratteristica sotto le pendici dei monti Ebro e Cosfrone e raggiungibile sia dalla mulattiera rifatta da poco (anno 2004) che proviene dalle stalle sulla strada che da Bruggi va alle Bocche di Crenna; sia dalla mulattiera poi sentiero che proviene dalla Colonia di Caldirola. Altre vette non meno interessanti fanno da contorno e anche da passaggio alla via del mare quali i Monti Gropà, Panà, Roncasso, Pragasso, Prenardo. Ritornando al nostro viaggio in questa zona, due strade provinciali  principali e qualche interna permettono di raggiungere tutti i paesini di questa zona. Da San Sebastiano Curone costeggiando il torrente Arzola Dernice e Vigoponzo possiamo raggiungere la Valle Borbera ma prima una visita a Restegassi a sinistra e di fronte al paesino dalla parte opposta al torrente Arzola una strana conformazione rocciosa  ci porta sicuramente indietro nel tempo. Proseguendo e passato il paesino di Albera Ligure possiamo imboccare quattro strade che risalgono le  pendici del crinale; la prima e più lontana porta al paesino di Piuzzo passando da Cabella Ligure, la seconda verso Pobbio oltrepassato un Pino secolare con cippo commemorativo, la terza verso i paesini di Torre Figino, Figino, Volpara passando poco dopo Albera Ligure, e la terza passando costeggiando la strada sul torrente Albirola, ai paesini di Molino Santa Maria e Santa Maria. A Molino Santa Maria l'antico Mulino, di proprietà della famiglia Santamaria (omonima della frazione) è stato restaurato così come la parte meccanica del mulino che ora è perfettamente funzionante. In estate viene celebrata la "Festa del Pane" durante la quale il borgo si anima di turisti che seguono con curiosità l'intera filiera della produzione della farina, dalla macinatura alla raffinazione, il finale è naturale e scontato: un buon pezzo di pane e salumi a volontà.  Risaliamo lungo la stessa strada fino a Vendersi e poi ancora a Pallavicino ed infine a Borgo Adorno dove qui la sosta più lunga ci permette di soffermarci nella piazzetta del Castello omonimo, che la rende molto singolare per la bellezza quasi unica. Poco più in basso Pessinate ci permette ci ammirare la sua chiesetta e il Castello da un'altra visuale. Proseguiamo nel nostro cammino ed in breve tempo raggiungiamo il paesino di Giarolo, poi Serbaro con la sua fontana, così come Gregassi fino a raggiungere il versante sulla Val Curone in prossimità di Serra. Il paesino molto caratteristico per le case con i sassi a vista dove spicca l’Oratorio di San Pietro. Facciamo ora un salto a  Caldirola che alcuni anni fa conobbe un periodo di grande prosperità grazie alle abbondanti nevicate che davano vita alla sua stazione sciistica, richiamando molti appassionati della montagna del tortonese, ora è tornata a funzionare con vigore richiamando gli appassionati della “downhill”, spericolati discesisti con la MTB che la domenica ma anche durante le tante manifestazioni sportive arrivano con i loro camper. Torniamo ora sui nostri passi e ritornare a Serra passando i paesi di Garadassi, Morigliassi e Serra, raggiungendo Costa dei Ferrai e, passata Magroforte, si raggiunge a breve Montacucto dove i resti del Castello fanno ancora da vedetta e riparo al paesino. Poi la vicina Benegassi, mentre da Costa dei Ferrai una bella stradina panoramica ci porta a Castello con i resti di una vecchia Torre tornando a Fabbrica Curone in Val Curone con la possibilità di passare in Valle Staffora via Varzi. Se torniamo dalla Val Curone un piccolo sforzo ci porta  a Codevico passando da Gremiasco.